Il Servizio Affidi Provinciale, in collaborazione con l’Associazione Valtellina Arcobaleno APS, il 5 giugno a Morbegno ha promosso un incontro aperto alla cittadinanza dal titolo La formula della famiglia, in cui è stata fatta una riflessione intorno al tema delle varie forme di famiglia, dell’affido familiare e delle possibilità di essere genitori oggi.
L'incontro ha voluto aprire un confronto su alcuni temi legati ai modelli familiari prevalenti, alla loro diffusione e alle risorse che ogni modello porta con sè, consapevoli che il panorama attuale offre una costellazione di famiglie molto diversificata: esistono famiglie tradizionali, monoparentali, ricomposte, adottive, affidatarie e omogenitoriali. Famiglie differenti nella loro composizione, ma accomunate da ciò che conta davvero: la cura e la volontà di fidarsi e affidarsi all’altro.
Affido e accoglienza
Anche il tema dell’affido familiare porta inevitabilmente ad interrogarsi sul significato profondo dell’accoglienza. Accogliere temporaneamente un bambino o una bambina che attraversa un momento di fragilità significa offrire tempo, presenza, ascolto e protezione. L'affido familiare costituisce una forma di accoglienza temporanea per un minore che non può essere sostenuto in pieno dalla propria famiglia di origine, ma che necessita di figure parentali in grado di affiancare la famiglia d’origine per il tempo necessario affinché quest’ultima superi le difficoltà che hanno portato alla scelta dell’affido.
Secondo la normativa attualmente vigente in Italia, possono diventare risorsa affidataria coppie sposate o non sposate, persone single, famiglie con figli, famiglie senza figli, coppie omosessuali o eterosessuali, senza particolari vincoli di età. Ciò che fa la differenza per una famiglia affidataria non è tanto la formula della famiglia, ma la capacità di costruire uno spazio emotivo sicuro e autentico per chi viene accolto.
Famiglia e benessere dei bambini
Oggi le principali ricerche scientifiche internazionali concordano su un punto fondamentale: il benessere di bambini e bambine non dipende dall’orientamento sessuale dei genitori, ma dalla qualità delle relazioni familiari. Numerosi studi condotti negli ultimi decenni da associazioni scientifiche come l’American Psychological Association o l’American Academy of Pediatrics hanno evidenziato come i figli cresciuti in famiglie omogenitoriali mostrino livelli di sviluppo emotivo, sociale e relazionale sovrapponibili a quelli dei coetanei cresciuti in famiglie eterosessuali. Ciò che realmente favorisce la crescita armonica dei minori risulta essere la stabilità affettiva, la presenza di adulti capaci di ascoltare, sostenere e costruire legami sicuri.
Questo incontro ha voluto proporre una riflessione inerente alla genitorialità e in particolare l’importanza della genitorialità sociale all’interno dei progetti di affido familiare. Si ritiene importante creare occasioni di confronto aperto, dove poter ascoltare esperienze, testimonianze e riflessioni capaci di chiarire eventuali dubbi e mettere in discussione gli stereotipi che non permettono una visione aperta relativa a questa tematica. Il confronto non ha voluto contrapporre modelli familiari in un’ottica di giudizio di merito, ma riconoscere limiti e risorse di ognuno, nella pluralità delle forme di famiglia in cui possono nascere amore, cura e appartenenza.