Coronavirus e psicologia: riflessioni e indicazioni

L’emergenza sanitaria di queste settimane risulta a tutti gli effetti un evento psicologicamente critico per le persone dei nostri territori: siamo di fronte a qualche cosa di sconosciuto, con elementi di pericolosità rispetto alla sicurezza e alla salute, che porta una modifica sostanziale delle nostre abitudini di vita ( es. scuole e attività chiuse).

Il mondo della psicologia si è attivato per confrontarsi sul tema e poter dare delle indicazioni, anche semplici, rispetto a come meglio affrontare questo periodo all’insegna della serena consapevolezza quale aiuto nel fronteggiare la situazione nuova (ricca anche di elementi di ‘stallo’) e non cadere in possibili atteggiamenti estremi ( da un lato grande allarmismo, dall’altro assoluto evitamento tipo ‘ il problema non esiste, stanno tutti esagerando’) ugualmente disfunzionali.

E’  importante allineare  la percezione del rischio delle persone ai dati oggettivi legati alla pericolosità. Sono variabili entrambe complesse. La percezione del rischio e’ legata a molti fattori individuali, relazionali, esperienziali (es. singole esperienze personali, attuali e pregresse) e sociali; proprio per questo occorre riconoscere ed accogliere la doppia dimensione del fenomeno, collettivo ed individuale.

La seconda (i dati oggettivi) è complessificata  da corposità e variabilità di fonti di informazione e conoscenze delle persone, oggi sicuramente caratterizzate anche dalla diffusione di informazioni on – line. 

In rete possiamo trovare molti possibili suggerimenti; tra tutti ci piace ricordare:

  • il comunicato dell’ordine degli psicologi

https://www.psy.it/lordine-degli-psicologi-sul-coronavirus-indicazioni-per-cittadini-e-psicologi-supporto-alle-autorita.html

Questi contributi ci ricordano che quando siamo di fronte ad nuova esperienza, soprattutto se difficile, è fondamentale comprendere che il MODO in cui questa si affronta può fare la differenza rispetto ai vissuti psicologici attuali e futuri.

Come per ogni esperienza, soprattutto se ci preoccupa, è importante da un lato cercare di rispondere (contenendo, diminuendo) alle nostre difficoltà e dall’altro poterci appoggiare a e potenziare il nostro sistema di risorse.

Evidenziamo alcune semplici INDICAZIONI rispetto a salvaguardia e promozione del  benessere psicologico in questa particolare contingenza:

Privilegiamo e diffondiamo fonti di informazioni affidabili, ovvero i canali ufficiali dove abbiamo maggiori garanzie di trovare contenuti aggiornati e accreditati.

Segnaliamo

- Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

 - Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Scegliere 2 momenti al giorno per informarsi e il canale attraverso il quale si vuole farlo, per evitare l’esposizione a informazioni anche errate (vedi sopra) e per ridurre l’esposizione continua alla mole di informazioni attraverso vie diverse che rischia di alimentare una permanente situazione di ‘allerta’. In questo momento in cui il sistema informativo, nella naturale esigenza di sensibilizzare correttamente ed in modo diffuso la popolazione, offre continue sollecitazioni, il gesto di ‘decidere’ il momento in cui aggiornarsi sottolinea inoltre la nostra capacità di ‘controllo’ di fronte ad una situazione che ha in sé ha molti elementi che allertano proprio perché non controllabili. 

Fare affidamento alle fonti ufficiali ci ricorda inoltre che presso il Ministero della Salute, la Protezione Civile, il Sistema Sanitario Regionale, le Amministrazioni locali, gli Organi dello Stato predisposti all’emergenza CI SONO le persone competenti che si stanno prendendo cura della situazione. Accedere a tale concetto significa anche affidarsi alle disposizioni (comportamentali e di rispetto alle norme di igiene, profilassi e cura) con serenità e responsabilità.

Non interrompere per quanto possibile la propria routine: in contesti emergenziali bisogna ancorarsi a ciò che è certo, noto e prevedibile. Continuare il lavoro e le proprie abitudini laddove possibile. Viceversa, se costretti e ove possibile, cercare di accogliere nel nuovo elementi di continuità con il proprio modo di essere ed anche opportunità di crescita, di scoperta.  

Aver cura di sé e del proprio ambiente.

Anche in questa situazione di ‘perdita di controllo e delle abitudini' (scuola, attività, impegni, passatempi) ci sono margini per FARE qualcosa di buono per sé e introdurre una certa ‘programmazione della giornata’, pur se questo significa dover fare cose forse nuove. Si ricorda che attività fisica e passeggiate all’aria aperta sono importantissime. Mangiare in modo regolare e sano. Scaricare le tensioni attraverso “il fare” permette anche un migliore riposo notturno. Così come aiutano le attività che promuovono il rilassamento  ed una consapevolezza serena anche di ciò che stiamo vivendo (es. yoga, training autogeno, meditazione, leggere, scrivere, disegnare; od ancora giardinaggio, bricolage,… ecc.).

Avere cura delle relazioni: la qualità dei legami è una delle nostre grandi risorse. Nel vivere le relazioni possiamo arricchirci di: momenti di benessere, occasioni di condivisione di pensieri ed osservazioni, probabilità di essere accolti in eventuali fragilità ed ugualmente  poter essere d'aiuto ad altri in stato di necessità. La vicinanza e la sensazione di non essere soli rappresentano  una risorsa fondamentale ( in termini di forza e sicurezza) anche nelle situazioni più difficili.

Chiedere aiuto se in difficoltà come in ogni momento della vita, sapersi attivare in caso di bisogno (materiale, pratico ma anche emotivo) è spesso una risorsa fondamentale per risolvere una difficoltà prima che diventi un problema, anche aumentando così il proprio senso di efficacia.  

  

DI FRONTE AI PIU’ PICCOLI...COSA FARE?  Alcuni consigli pratici per gli adulti

Così come i grandi, i bambini hanno bisogno di capire ciò che succede. Lo scenario Italiano attuale ci lascia immaginare che i bambini si possano trovare di fronte a differenti situazioni: possono essere direttamente coinvolti rispetto al contagio ( e quindi a malattia e risposte sanitarie, proprie o per i familiari); possono trovarsi in territori fortemente condizionati e con importanti restrizioni alla vita quotidiana; possono vivere in contesti dove la scuola è sospesa ma nel frattempo vedono i genitori allontanarsi da casa per lavoro e magari stare in soluzioni temporanee rispetto alla propria cura; possono non avvertire particolari cambiamenti nella propria vita quotidiana  ma 'percepire' che sta avvenendo ‘qualcosa di importante’;…

Di certo, i bimbi stanno ovunque, più o meno, assistendo ad una 'crescente attivazione degli adulti'.

Cosa fare? Come proteggerli e come accompagnarli?

In questa situazione pare opportuno ricordare ciò che sappiamo sul funzionamento dei bambini e cosa l'esperienza di lavoro in favore delle famiglie che anche attraversano o hanno attraversato difficoltà ci ha insegnato.

In primis le fatiche non cessano di esistere se non le nominiamo, se non le prendiamo in mano.

In secondo luogo, i bambini, se non ricevono spiegazioni ( o le ricevono false: ad esempio dire ‘non sta succedendo nulla’ e poi vedere che non si va a scuola, il cinema è chiuso, vedere persone con le mascherine...), semplicemente le trovano per proprio conto, correndo però il rischio di incorrere in errori, sentirsi soli o amplificare la sensazione che gli adulti intorno siano spaventati o insicuri.

Quindi teniamo sempre a mente che ai bambini serve comprendere non solo per accrescere le proprie conoscenze ma soprattutto per sentirsi rassicurati.

I bambini hanno bisogno di informazioni chiare e vere pur se filtrate in base all'età.

Non serve dare ai bambini troppi particolari (es.percentuali) e soprattutto è importante non sovraesporli a immagini e notizie non comprensibili per il livello di età. Si ricorda che soprattutto le immagini hanno grande potere evocativo e impatto emotivo ( es. immagini da corsia da ospedali), così come le testimonianze di persone ‘direttamente colpite’ che possono essere ricche di dettagli.

Ai bambini occorre avere spazio e tempo per capire un fenomeno, che è difficile da comprendere e controllare anche per noi grandi, e soprattutto essere sostenuti nel loro senso di sicurezza.

E’ bene scegliere 1-2 momenti al giorno da dedicare INSIEME alla visione di notiziari o ricerca web di notizie, in modo tale da spiegare quanto emerge, rendere comprensibile e rassicurare i bambini attraverso un focus realistico e orientato agli aspetti positivi. Ovvero evidenziare ai bambini che ci sono tante persone che si stanno occupando del coronavirus e sottolineare questi aspetti quando emergono in TV e via web.

E' importante accompagnare i piccoli a comprendere ciò che sta succedendo partendo anche da ciò che stanno capendo, sostenendo la loro attività di elaborazione dell'esperienza, soprattutto permettendo loro di fare domande al riguardo.

Rassicurare i piccoli significa sottolineare anche ciò che non cambia,  ciò che si può comunque fare ( ridere, scherzare, giocare, parlare di cose divertenti, imparare cose nuove, fare i compiti...) e sapere che la  tranquillità di noi adulti, la nostra capacità di mantenere un atteggiamento sereno rappresenta la principale fonte della loro serenità.

Anche in questo caso, ovvero nel come fare ad accompagnare i bambini in un eventuale passaggio difficile, in qualità di  grandi ( genitori, insegnanti, medici,...), nel dubbio non esitiamo a chiedere aiuto e a cercare buoni consigli o supporti. 

Segnaliamo infine due link...

COME RACCONTARE IL CORONAVIRUS A UN BAMBINO Lo psicologo Alberto Pellai ha condiviso un racconto molto utile da leggere ai bambini che spiega il coronavirus.    

https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_23/caro-bambino-ecco-perche-coronavirus-ci-fa-tanta-paura-ma-tu-non-devi-temere-13e9f8c8-5636-11ea-b447-d9646dbdb12a.shtml

L'ordine degli psicologi, invece, in modo simpatico, ricorda un vecchio video tratto da Biancaneve e i sette nani, che può aiutare a comunicare ai più piccoli l’importanza di lavarsi le mani

          https://www.youtube.com/watch?v=NcbXqSR1LmA

 

 Dott.ssa Ivonne Biscotti

 Psicologa psicoterapeuta

 Responsabile Servizio Psicologia Studio Multidisciplinare Socare

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