Emergenza Coronavirus: nel Co-factoring di Sbrighes! si producono valvole e componenti per adattare maschere sub a respiratori.

Sbrighes! ha aderito all'iniziativa dell'azienda bresciana Isinnova che ha ideato le “valvole Charlotte e Dave" per adattare semplici maschere facciali subacque da snorkeling in respiratori d’emergenza. Nel laboratorio di Tirano di Sbrighes!, progetto finanziato da Fondazione Cariplo nell'ambito del programma Welfare in azione,  in pochi giorni sono stati prodotti i prototipi con stampanti 3d che, una volta assemblato l'insieme, potranno essere forniti a RSA e ospedali che ne hanno fatto richiesta sul territorio, in primis il Morelli di Sondalo. I componenti saranno consegnati dove servono grazie all'aiuto dei volontari di Croce Rossa e Protezione Civile.

Il brevetto bresciano è stato reso libero per evitare speculazioni e favorire la produzione dei dispositivi. Una chiamata cui ha risposto Forme Impresa sociale in collaborazione con l'Ingegner Mario Fanti della Coop Intrecci, che, proprio attraverso le risorse messe in campo nel progetto co-factoring di Sbrighes! è riuscita a produrle mediante stampa in 3D e con materiali ad elevata resistenza. Sbrighes! non è la sola in Valtellina ad essere coinvolta, al suo fianco anche Pyrotech e Bracchi elettronica.

Inoltre con la RSA di Nuova Olonio si stanno sperimentando nuovi raccordi che si adattino ai dispositivi sanitari delle residenze assistenziali, differenti da quelli ospedalieri in collaborazione con WeMake di Milano.

“In seguito all’intensificarsi dell’emergenza dovuta alla mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei pazienti affetti da covid-19 – dichiara Elisa Danza di Forme Coop – abbiamo voluto dare un segno concreto del nostro supporto, e così abbiamo stampato le valvole e altri componenti fondamentali per permettere il corretto funzionamento dei respiratori e ci siamo messi a disposizione delle strutture sanitarie del nostro territorio e in connessione con le altre aziende”.

Pur sperimentate con successo in un ospedale bresciano, il dispositivo non è ancora certificato e l’utilizzo, al momento, avviene solo in stato di emergenza.

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